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Napoli - parte 1

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Premetto col dire che l’Italia è bellissima. Ogni luogo, ogni città, ogni regione e ogni sua particolarità. Ogni posto ha qualcosa da offrire e lascia un’impronta nel cuore di ogni visitatore. Ma oggi il viaggio della nostra gioventù ci ha portato per un giorno a Napoli. Sveglia prima dell’alba e treno preso di mattina presto. Lungo in viaggio in treno si può ammirare la bellissima e nuovissima stazione di Napoli Afragola. Inaugurata nel 2017, la stazione a oggi ha un traffico di 12000 passeggeri al giorno. Fu progettata da Zaha Hadid nel 2003 e solo l’anno scorso fu inaugurata, complici problemi legati a ritrovamenti archeologici. I lavori ripresero solo nel febbraio del 2015. La stazione è un’opera moderna, realizzata sviluppando l’idea di un ponte sui binari, che collegasse le due parti della città. In circa un’oretta di viaggio ci troviamo alla stazione Centrale di Napoli. Appena varcate le porte, stiamo già in centro, con la metro a portata di mano. Decid...

Per non dimenticare Amatrice e L'Aquila - parte 5

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Teresa mi sveglia ore dopo, ancora addormentata sulla poltrona davanti al fuoco, ormai spento e mi accompagna a letto. L’orologio segna mezzanotte, intravedo l’orario con gli occhi che ancora mi bruciano. Dopo essermi rigirata senza successo tra le lenzuola, decido di alzarmi. Resto in piedi, davanti alla finestra e alzo le tapparelle. Pensavo non ci fosse nessuno a quest’ora nella piazza invece, mi sbagliavo. C’è un signore, seduto sulla mia stessa panchina su cui ero seduta ieri. Si strofina le mani sul viso ormai esausto di una persona anziana arrivata al traguardo della propria vita. Da questa distanza non riesco a vedere i lineamenti del suo volto ma anche se avessi conosciuto, ora non sarei più in grado di riconoscerlo. Sei anni non sono molti ma il dolore trasforma. Indossa solo una giacca sbottonata, tipico delle persone che hanno sempre vissuto in questo posto. Non sentono il freddo, ormai è una parte di loro. Alza la testa e guarda nella mia direzione. Non mi può aver visto m...

Per non dimenticare Amatrice e L'Aquila - parte 4

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Solo la mattina dopo trovo il coraggio di andare a vedere casa mia, o, di quello che ne rimane. Obbligo i miei piedi a seguire quella strada. Il mio corpo si oppone. Ripasso a mente le indicazioni che mi ha dato Teresa prima di uscire di casa. Dritto, a destra, a sinistra e di nuovo a sinistra. Hanno cambiato le strade. È rimasta solo quella principale, attaccata alla piazza. Non so esattamente cosa mi aspettassi di trovare nel posto in cui ci sarebbe dovuta essere la mia casa a pezzi ma di sicuro non questo. Mi ritrovo davanti a uno spiazzale vuoto. C’è dell’erbaccia sparsa qua e là dove sarebbe dovuto esserci la mia casa. Tutto è salito al cielo, non è rimasto niente. Il terreno è ricoperto da uno strato di sabbia sottile. Sabbia diversa da quella a cui sono abituata nella mia nuova casa. Questa è grigia, frutto di macerie sgretolate. Sono la mia casa. C’è solo un alberello piantato nel centro. Mi avvicino. È un cipresso, ha il significato di lutto. Ricordo che me lo aveva detto...

Per non dimenticare Amatrice e L'Aquila - parte 3

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Mia zia non ha voluto seguirmi, è rimasta in città. “Sta andando meglio, non dobbiamo ricadere” ma questa volta, non ho ascoltato le sue parole. Sono partita, mi sono fatta tre ore di treno ed eccomi qua, nella mia vecchia vita, o, di quello che resta. La mia vicina di casa dell’epoca si è offerta di ospitarmi per questi giorni di permanenza così, ormai fradicia, raggiungo la sua casa. Quando entro, Teresa mi viene incontro con un asciugamano e mi copre, mi porta davanti al fuoco. Mi prepara anche una tazza di the, che accetto molto volentieri, cercandomi di scaldare. Dopo averla finita, Teresa viene da me, dice che deve dirmi una cosa importante. «Abbiamo una sorpresa per te, tesoro» quell’ultimo aggettivo mi scalda il cuore. «Ti piacerà» Quando mi volto, Teresa tiene in braccio un gatto nero. Mi aspettavo di tutto, ma non questo. È accovacciato contro di lei e fa le fusa. «Nerina?» spalanco gli occhi e mi avvicino, titubante. «E’ proprio lei» la prendo in braccio e la ...

Per non dimenticare Amatrice e L'Aquila - parte 2

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Guardo fisso davanti a me. Fisso il mare, il cielo nuvolo, i gabbiani che strillano in volo. Sento la sabbia fredda, sotto i miei piedi. I brividi risalgono su tutto il corpo, lasciandomi infreddolita. Cammino, lentamente, do le spalle all’orizzonte. Tengo lo sguardo basso. Guardo la sabbia, quella sabbia che a me fa venire tutt’altro in mente che avventure estive e castelli di sabbia. Non riesco a non pensare, che è ciò che rimane della mia casa. Questi miliardi di milioni di granelli un tempo erano casa mia. La mia stanza, il mio salotto, la mia cucina, la mia casa sicura. Una notte, e quella casa si trasformò in sabbia. E tutto finì. Tutte le certezze crollarono, proprio come castelli di sabbia. La mia famiglia fu spazzata via, divennero anche loro granelli di sabbia.   Susanna è la mia migliore amica, la conosco da tanti anni ormai, da quando mi sono trasferita in questa nuova città, per la precisione. Mi è sempre stata accanto, mi ha sempre dato tutto l’affetto che poteva ...

Per non dimenticare Amatrice e L'Aquila - parte 1

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Premetto che è un racconto inventato, non basato su nessuna storia vera. Ho provato ad immedesimarmi in quelle persone che hanno presto tutto. Ho provato a mettermi nei loro panni, ed è stato alquanto spaventoso. Ma a volte bisogna farlo. Bisogna cercare di entrare dentro di loro per non continuare ad essere così ottusi da pensare "tanto non capiterà mai a me". Ho diviso il testo in 5 parti, per rendere più agevole la lettura. Ogni capitolo uscirà a 3 giorni di distanza. Questo racconto l'ho scritto qualche mese dopo il terremoto che il 24 agosto 2016 distrusse Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto. Oggi è il secondo anniversario.  Alle 3:36:32 del 24 agosto 2016 una scossa di magnitudo 6.0 fu registrata nel reatino. I danni furono gravissimi. 299 vittime e oltre 300 feriti.  All'incirca quatto minuti prima del 6 aprile 2009 fu registrata una scossa di 6.3 in Abruzzo. La provincia maggiormente interessata fu quella del L'Aquila, registrando 309...

Trentino Alto Adige, tra tradizione e modernità

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Il Trentino - Alto Adige non è una regione come tutte le altre. È a statuto speciale e ciò significa che parte delle loro tasse sono spese unicamente per il loro territorio. I due capoluoghi sono provincie autonome. Trento è il capoluogo del Trentino e Bolzano dell’Alto Adige (o Sud Tirolo). Foto by Instagram @thesea.first Qualcuno potrebbe pensare che il merito di una regione così efficiente siano le loro tasse spese “internamente” al territorio. Ma non è così. Il merito non è solamente di questi fondi ma è soprattutto merito dei loro abitanti, con le mentalità diverse dalle nostre. Il loro motto è “semplicità ed efficienza”. I loro giardini sono privi di cancelli e colorati geranei fioriscono su balconi e finestre. I muri chiari risaltano con i balconi interamente ricoperti di legno. Il tetto a falde inclinate ricoperto da legno impermeabilizzato e grandi garage con porte moderne completano l’ideale casa trentina. Foto by Instagram @thesea.first Per i...